VISITA ALL’ASINARA: un’isola ancora selvaggia

VISITA ALL’ASINARA: un’isola ancora selvaggia

21 Settembre 2018 0 Di Valeria Orsini

GITA ALL’ ASINARA: tutto quello che c’è da sapere

 

L’Asinara è un’isola del mar Mediterraneo: un’oasi verde dove ancora la presenza dell’uomo non ha distrutto questo

asinara

 

paradiso naturale. Si trova fra il Mar di Sardegna a ovest, il Mare di Corsica a nord e l’omonimo golfo a est; a sud la separa, il cosiddetto Passaggio dei Fornelli, un piccolo canale navigabile. Fa parte del comune di Porto Torres, in

provincia di Sassari.

L’Asinara racchiude nel suo mix fantastico di ecosistemi naturali, più di 700 specie vegetali e una grande varietà di specie animali: la cosa straordinaria di questa isola è il suo carattere selvatico e naturale. Infatti sia la flora che la fauna sono lasciate libere e sotto l’unico controllo della natura, l’uomo non interviene in nessun modo né sulla vegetazione e tantomeno sugli animali: sono infatti liberi di muoversi, cibarsi, socializzare come vogliono, ubbidendo solo al loro istinto.

Muovendosi per l’isola la sensazione è proprio quella della pace e della naturalità: incontrerete sul vostro cammino asini, cavalli, specie di volatili e molto altro.

 

Asini asinara

L’ASINARA, NON SOLO NATURA: UN PO’ DI STORIA

La bellezza dell’Asinara non risiede soltanto nella flora e nella fauna ma anche nella sua storia profonda, che risale al IV millennio a. C: il fascino maggiore però sicuramente lo desta la sua storia più recente, quella che ci riguarda più da vicino.

Nel 1836 venne abolito il feudalesimo e l’Asinara ritornò sotto il controllo diretto dello Stato,  nel 1842 che l’isola col suo arcipelago entrarono a far parte della amministrazione comunale di Porto Torres. Nel 1885 il Governo Depretis  istituì una colonia agricola ed un lazzaretto: gli abitanti dell’isola contrariati si opposero, i più combattivi furono allontanati anche tramite navi da guerra. Degli abitanti originari, 57 famiglie di origini sarde, si trasferirono nella Nurra, a Porto Torres e Sassari. Le restanti 45 famiglie sarde e liguri si insediarono invece nelle vicinanze della tonnara, fondando il borgo di Stintino, allora chiamato Cala Savoia, grazie all’aiuto dei fratelli sassaresi Salvatore e Cristoforo Murtola. Risale invece alla prima guerra mondiale l’inizio della deportazione di prigionieri di guerra, soprattutto austro-ungarici. Furono trasferiti in quegli anni circa 24000 prigionieri; di questo periodo rimangono la cappella austroungarica e i monumenti commemorativi nel cimitero. Nel 1936 per volere del governo austriaco fu fatto edificare l’ossario.

L’Asinara è però molto famosa per la colonia penale che venne istituita dallo stato sul suo territorio: L’Asinara è rimasta chiusa al pubblico dal 1885 al 1999, in un isolamento totale rafforzato nei primi anni sessanta dall’istituzione del carcere di massima sicurezza in cui vennero internati brigatisti e mafiosi. L’isolamento ha tuttavia permesso la preservazione di gran parte dell’ambiente naturale dell’isola, evitando la cosiddetta cementificazione, e permettendo la nascita nel 1997 del Parco Nazionale dell’Asinara.

 

COME ORGANIZZARE UNA GITA ALL’ASINARA

 

Durante il vostro soggiorno in Sardegna, è d’obbligo una gita/escursione al Parco Nazionale dell’Asinara: www.parcoasinara.org: in qualsiasi modo decidiate di svolgere questa escursione, ne resterete soddisfatti ma ricordatevi che si tratta di una zona naturale e marina protetta, quindi ci sono delle regole da rispettare; la prima è NON SI FUMA, ovviamente non si toccano e infastidiscono gli animali, non si inquina l’ambiente e non si rovina la vegetazione. Niente di complicato, giusto?

 

Per arrivare all’Asinara dovete raggiungere la località di Porto Torres o quella di Stintino da dove partono i traghetti che vi permetteranno di raggiungere l’isola:

 

  • Asinara-Porto Torres:  il punto di partenza designato è la banchina ex Dogana a Porto Torres, dalla quale salpa il battello denominato ‘Sara D’  della compagnia Delcomar: in un’ora e un quarto e poco più il battello arriva al molo di Cala Reale, il quale nei secoli passati era conosciuto come uno dei porti naturali più grandi di tutto il Mediterraneo.
  • Asinara-Stintino: i traghetti Asinara – Stintino sono gestiti da più compagnie, con partenza da Tanca Manna e arrivo al Porto di Fornelli. Questa è stata l’alternativa che abbiamo scelto noi.

 

LA NOSTRA ESPERIENZA: VISITA ALL’ASINARA DA STINTINO

Asinara escursione

 

Ci sono tanti modi per visitare la splendida isola dell’Asinara: i più impavidi e atletici (si ricorda che nella stagione estiva le temperature sono molto alte, l’isola è quasi per la sua totalità al sole) è possibile visitare l’isola a piedi o con una bicicletta, leggendo con cura il regolamento e le zone interdette. Altrimenti è possibile attraversare l’isola con un trenino che però ovviamente deve mantenersi sulla strada battuta principale.

Un’altra alternativa, quella che abbiamo scelto noi, è quella di visitare l’Asinara prenotando un’escursione a bordo di un fuoristrada, ci sono numerose compagnie di tour di questo tipo, noi ci siamo affidati a Shardana: compagnia affidabilissima!

Indicazioni per informazioni e per prenotare un’ escursione in jeep all’Asinara con Shardana:

sito web: https://www.shardana-escursioni.it

numero: Pier 392 7176364. contatto: Pierpaolo.peddio@gmail.com

facebook: Shardana-Escursioni nel Parco Naz. dell’Asinara

 

È stata un’esperienza indimenticabile, veramente stimolante e divertente!

La jeep che sarà a vostra disposizione per tutta la giornata insieme al guidatore che vi farà da guida e da mentore, è da 8 posti.

 

Il costo, comprendente jeep tutta la giornata, guida turistica esperta a vostra disposizione tutto il giorno, ingresso al Parco Nazionale dell’Asinara, traghetto è di 60 euro + 5 euro di tassa di navigazione.

 

Partenza da Stintino (porto Tanca Manna) alle 8:30, ritorno alle 17:15/17:30.. Il parcheggio al porto di Stintino è gratuito nella parte sterrata e a pagamento nella parte cementata.

Comprende: Giro dell’isola con spiegazione flora e fauna, storia dell’isola e dei carceri (colonia penale e carcere di massima sicurezza, targa dedicata ai giudici Falcone e Borsellino,c he soggiornarono sull’isola per la stesura del maxi processo). Fermata ad una spiaggia di circa un’ora: un momento di relax, bagno, snorkelling, pranzo con tavolini all’ombra, (ha tavolini con ombra) per fare il bagno.

Un’attività molto carina non compresa nel prezzo è la visita all’ospedale delle tartarughe, costo 2,50 euro: purtroppo a causa dell’inquinamento dell’uomo, molte tartarughe marine si trovano ferite e ammalate; così vengono raccolte dai volontari e curate all’ospedale delle tartarughe: potrete osservare alcune di loro mentre sono ricoverate. La durata della visita è di circa 15 minuti.

 

Se pensi di organizzare una vacanza in Costa Smeralda ti suggeriamo un’alternativa economica e comodissima, testata da noi: COSTA SMERALDA: DOVE ALLOGGIARE SPENDENDO POCO.

 

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